Introduzione al libro

Introduzione al libro

In questa parte andremo a inserire capitolo per capitolo una raccolta di appunti e di note.

Speriamo che possano essere una piacevole lettura e allo stesso tempo uno spazio culturale per conoscere il mondo dei profumi nelle sue componenti, nelle sue metodologie e nelle sue tecniche.

INTRODUZIONE

“Ma poi, che cos’è un nome?Forse che quella che noi chiamiamo rosa cesserebbe d’avere il suo profumo se la chiamassimo con un altro nome?” (Romeo e Giulietta di William Shakespeare.)

Quest’aforisma vuol racchiudere in sé tutte le imprecisioni o le differenti terminologie che leggerete di seguito, come tutte le arti formative anche la profumeria nasce da un processo di prove e tentativi che abbinati a una corretta conoscenza e un proprio stile, portano a ottenere grandiosi obiettivi “profumati” raggiunti da singoli uomini.

Ogni profumo, come ogni singola creazione artistica, differisce in maniera sostanziale con altri, anche se sono utilizzate le medesime materie prime, basti pensare alle note musicali che sono solo sette, ma unite ci regalano stili e suoni diversi, oppure al mondo della pittura che pur utilizzando i medesimi colori primari ogni singolo artista ci regala tonalità e sfumature diverse.

Cosi come in altre arti nobili si tende a etichettare le creazioni per creare un catalogo che possa rendere più fruibile e capibile il mondo artistico in oggetto, cosi anche nella profumeria è nata l’esigenza di raggruppare le creazioni in famiglie principali denominate olfattive.

Queste famiglie olfattive hanno lo scopo di riuscire a catalogare per affinità di componente o di costruzione delle composizioni odorose chiamate in genere PROFUMO.

Ho sempre cercato di trasmettere concetti poco allineati e per niente ortodossi nei confronti di quello che la moda o la tendenza vuole imbrigliare in rigide regole. Mai come nella Profumeria, quella con la P maiuscola, l’imporre regole vorrebbe sminuire e ancor più falsificare lo scopo di ogni architettura olfattiva, creata e realizzata per evocarci emozioni, sensazioni, godimenti e talvolta anche ricordi spiacevoli. L’olfatto come nessun altro senso lavora direttamente e strettamente con il sistema limbico del cervello, che rappresenta la parte più atavica proprio quella che comanda le emozioni, i sentimenti e i ricordi. Basti pensare al fenomeno del “fantasma nella bottiglia”, talvolta si percepiscono profumazioni che immediatamente ci riportano a tempi già vissuti, tempi dimenticati ma latenti sospesi in quel limbo che rappresenta gran parte del nostro cervello, e così rivediamo chiudendo gli occhi vecchi amori e parenti che ormai ci hanno lasciato da tempo, riportandoci talvolta a odori e profumi percepiti nella nostra infanzia o nell’adolescenza.

Amo sempre dire che la buona profumeria non ha sesso ma solo pochi vincoli stagionali e di momento, e ognuno può incontrare un profumo che sia il suo esclusivo evocatore di piaceri.